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 CANCRO
segno di acqua

 

 E' un segno negativo, acqua in generazione. Il sole entra nel Cancro intorno al 22 di giugno, appena dopo aver raggiungo il suo apice all'inizio dell'estate, periodo di crescita. Il Cancro è governato dalla luna. Il simbolo corretto di questo segno non è, come spesso si vede sulle stampe, un granchio piuttosto grosso... ma il piccolo Paguro, Bernardo il cui comportamento esprime meglio il carattere di questo segno. Il Paguro Bernardo protegge le sue fragili terga servendosi dei gusci vuoti delle lumache, e quando cresce e gli serve una conchiglia più grande, va a cercarla e si annida in essa; sentendosi al sicuro, il Paguro Bernardo si apposta, in attesa di una preda che afferrerà con prontezza grazie alle sue grosse chele e attirerà all'interno della sua dimora per poi mangiarsela con calma. Il suo modo di camminare, laterale o obliquo, all'indietro, caratteristico del granchio, illustra bene questo segno. Questi due tratti principali la dicono lunga sul discernimento psicologico dei primi astrologi che scelsero il granchio per simbolizzare i nati del Cancro. Le esperienze raccolte sotto i Gemelli ora hanno aumentato la loro stabilità, sono state classificate e vanno progredendo, il Cancro è un collezionista a tutti i livelli: a livello materiale i nati del Cancro raccolgono cose belle e, a livello emotivo (sono emotivi per natura), approfondiscono le loro esperienze. Mentalmente, il nativo del Cancro raccoglie il sapere in modo scientifico e, spiritualmente, cerca di affinare la propria comprensione della ragion d'essere delle cose. Il suo punto fisso di riferimento è la casa, il suo castello, in cui si ritira sempre alla fine di ogni incursione, portandosi dietro il nuovo tesoro tro-vato: qui si circonda di tutto ciò che ha raccolto lungo la sua esistenza, ed è per natura casalingo e gioviale. Il rapido ritirarsi in una corazza protettiva al minimo segno di pericolo caratterizza anche la tartaruga, ragion per cui quest'animale simbolizzava il Cancro nell'antica Babilonia. La locomozione retrograda del cancro illustra la sua propensione a perdersi con gioia nel passato: vive in uno stato di coscienza storico e, in retrospettiva, può giudicare meglio la continuità degli eventi; da cui la rappresentazione del segno, nell'A-merica antica, sotto forma di "serpente piumato che si sposta all'indietro". Per i Cinesi era il taglio trasversale di un albero la cui storia è raccontata dai cerchi annuali: sono stati inclusi tutti nella cornice del quadro. Il Paguro Bernardo in persona siede sui suoi tesori, nascosti all'interno di uno scrigno di ferro interrato, per maggior sicurezza, nella sabbia, esso è teso verso la luna, pianeta che lo governa (ne riparleremo). Dalla cornice emergono delle mani pronte a ghermire i gioielli e le pietre preziose, soprattutto le acque marine e le pietre di luna, tutte cose preziose raccolte a livello materiale. E’ stata scelta la perla per rappresentare le acquisizioni dovute ad esperienze emotive perché è il classico simbolo della sofferenza che conduce al discernimento. Già di per sé, la perla è sintomo di una malattia dell'ostrica: se in essa penetra un corpo estraneo, pietra o frammento di conchiglia, il suo debole e sensibile corpo ne è irritato e reagisce ricoprendo l'oggetto estraneo di strati successivi di madreperla per arrotondarlo e alleviare il dolore.
Così, attraverso la sofferenza, si forma un magnifico gioiello. Accanto a questa ostrica aperta, vediamo il Kephera,  lo scarabeo sacro dell'antico Egitto, che fa rotolare in salita una pietra lungo il pendio. Qui il simbolismo è doppio: lo scarabeo è un coleottero che depone le uova nello sterco, dopo averlo impastato a forma  di  palla; in  seguito  fa  rotolare la pallina in un buco scavato apposita-mente in precedenza e sotto terra, in tutta sicurezza e con abbondanti provviste, l'uovo nascosto nello sterco si trasforma infine in un nuovo coleottero. Gli antichi Egizi non sapevano che l'uovo fosse stato deposto in precedenza nel letame, e pensavano che il coleottero si fosse creato da solo, nascendo dalla materia in stato di putrefazione. Era, per loro, un fenomeno di generazione spontanea. Fra i popoli antichi, molti credevano che la vita apparisse spontaneamente partendo dalla materia in decomposizione, senza che do-vesse realizzarsi il solito processo di innesto, ed è per quello che il Kephera, o scarabeo stercarolo, era anche consi-derato un compagno della Divinità che continuamente si ricrea. In questo caso, la pallottola di sterco rappresentava il sole dorato che Kephera ogni giorno faceva rotolare lungo il cammino dei cieli, da est ad ovest: era il simbolo fondamentale del rinascere, la vita che si rinnova da sé in continuazione, grazie al potere di Rá, il sole. Dal momento che la coscienza si sviluppa e si rianima mediante il dolore, si è sostituito una perla alla pallina di sterco trasformando così il simbolo del sole in simbolo lunare, giacché il mare e tutto ciò che vive in esso, proprio come l’anima, si trova legato in gran parte alla luna. E questo non soltanto in ragione della notevole influenza esercitata dalla luna sul flusso ed il riflusso delle maree ma anche perché il comportamento sessuale di molte creature marine è soggetto al ciclo lunare. Esiste una complessa interazione fra la luna, la procreazione ed il mare: è la luna che dà forma e governa la fecondazione e la crescita, ed è direttamente chiamata incausa quando si tratta di materia primordiale (l'oceano primordiale da cui tutto ha preso forma) e, più sostanzialmente, del mare, in cui ogni vita ha conosciuto la propria evoluzione. L’oceano è la nostra madre comune, e viene chiamata Mara, "ciò che è amaro" è la Mater Materia ed è anche Maria, Madre di Dio, così come Maya, è madre del Buddha. Sono diversi aspetti del medesimo principio la cui origine è Binha, ovvero la Madre Primordiale sulla colonna della forma, a sinistra dell'Albero della Vita della Cabala.
Accanto alla luna si è  disegnato la sua rivelazione materiale, sotto forma di Diana o Artemide, la casta dea della caccia e del regno animale, l'eterna vergine: essa rappresenta l'aspetto più spirituale del pianeta Al di là di questo mondo della sensibilità che, in seguito all'influenza lunare abbiamo esplorato profonda-mente, si vuole aggiungere qualcosa di più circa l'attitudine del nato nel Cancro nei confronti della spiritualità; ecco dunque un insieme di simboli che si trovano nell'angolo superiore sinistro del quadro, in nicchie dalle varie forme. I simboli più universali si trovano proprio in alto: la chiave ed il buco della serratura, che qui rappresentano i Misteri (molto diversi dalla simbologia psicanalitica popolare che riguarda la sessualità). Ci si limiterà a dire che i quattro emblemi che troviamo al di sotto costituiscono la chiave universale, e sono precisamente le quattro serie dei Tarocchi che formano sempre gli attributi, le "armi magiche" del rituale magico: il bastone rappresenta l'elemento fuoco, la coppa rappresenta l'acqua, la spada rappresenta l'aria ed il pentacolo, con inscritta la stella pentagrammatica, rappresenta l'elemento terra. Secondo la tradizione classica, questi elementi riuniti compongono le forme astrali secondo le quali ogni cosa è in sintonia nell'universo: se il mago controlla questi poteri, allora ha la chiave della creazione e viene descritto come il Re del Mondo, nel globo che troviamo a destra. Qui entrano in gioco anche l'ordinamento e la classificazione attraverso cui l'uomo tenta di appropriarsi delle numerose rivelazioni. Più a sinistra troviamo la croce ansata, simbolo egizio dell'immortalità. Sotto, vediamo un piccolo triangolo con la punta rivolta verso il basso a simbolizzare, Alchemicamente, l'elemento dell'acqua. In alto a destra, abbiamo il sigillo planetario della luna quale emblema magico sotto al quale è rappresentato "il serpente che si sposta a ritroso".