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Vedasi l'indice posto a sinistra Concetto di Cultura

la cultura può essere vista
come l'identità di un popolo (comprendendo la lingua, i costumi, la religione,
ecc.), tuttavia si possono anche distinguere due concezioni fondamentalmente
diverse:
•Una concezione umanistica o classica presenta la cultura come la
formazione individuale, un’attività che consente di “coltivare” l’animo umano
(deriva infatti dal verbo latino colere).
•Una concezione antropologica o moderna presenta la cultura come il
variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori,
degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo.
Concerne sia l’individuo sia le collettività di cui egli fa parte.
•Secondo una concezione classica la cultura consiste nel processo di
sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane che è facilitato dall’assimilazione
del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso
dell’età moderna.
•Secondo una concezione antropologica la cultura - o civiltà - presa nel
suo più ampio significato etnologico è “quell'insieme complesso che include il
sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra
competenza e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società”
secondo la nota definizione dell’antropologo inglese Edward Tylor Negli
anni, la definizione antropologica di Cultura è molto cambiata, secondo
l'antropologo Ulf Hannerz, "una cultura è una struttura di significato che
viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori". La
definizione dell'Unesco considera la cultura come "una serie di caratteristiche
specifiche di una società o di un gruppo sociale in termini spirituali,
materiali, intellettuali o emozionali".
L'uso popolare della parola cultura in molte società occidentali può
riflettere semplicemente il carattere stratificato di queste società: molti
usano questa parola per designare i beni di consumo, e attività come ad esempio
la cucina, l'arte o la musica. Altri usano il termine di "cultura alta" per
distinguere quest'ultima da una presunta cultura "bassa", intendendo con
quest'ultima l'insieme dei beni di consumo che non appartengono all'élite. La
cultura in senso antropologico consiste in:
•Sistemi di norme e di credenze esplicite, elaborati in modi più o meno
formalizzati. •Costumi e abitudini acquisite da esseri umani per il semplice
fatto di vivere in determinate comunità, comprese quindi le azioni ordinarie
della vita quotidiana.
•Artefatti delle attività umane, dalle opere d’arte vere e proprie agli
oggetti di uso quotidiano e tutto quanto fa riferimento alla cultura materiale,
al sapere necessario per vivere. Le caratteristiche che definiscono la
cultura nella concezione descrittiva dell’antropologia sono principalmente
tre:
•La cultura è appresa e non è riducibile alla dimensione biologica
dell'uomo. Ad esempio il colore della pelle non è un tratto culturale bensì una
caratteristica genetica.
•La cultura rappresenta la totalità dell'ambiente sociale e fisico che è
opera dell'uomo.
•La cultura è condivisa all'interno di un gruppo o di una società. Essa è
distribuita in maniera omogenea all'interno di tali gruppi o società. Perché
un'azione o un tratto possano essere definiti "culturali" occorre quindi che
siano condivisi da un gruppo. Ciò però non significa che un fenomeno "culturale"
debba essere obbligatoriamente condiviso dalla totalità della popolazione: è
necessario lasciare spazio per la normale variabilità individuale. Anche per
quanto riguarda le variazioni di comportamento tra individuo ed individuo
all'interno di una società, però, è possibile individuarne dei limiti
circoscritti proprio dalle norme sociali che regolano quel determinato
gruppo. Frequentemente gli individui appartenenti ad una determinata cultura
non percepiscono la loro condotta regolata da tali norme che impongono quale
comportamento sia consentito e quale no. In antropologia l'insieme di queste
norme sociali (comunemente chiamate "ideali") vengono definite modelli
culturali. 
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